Vertenza Brovedani di Modugno, Di Sciascio: “Occorre costruire le condizioni per dare un futuro al sito di Modugno e mettere in sicurezza i lavoratori"

Si è riunita il 31 agosoto 2026 la task force Occupazione della Regione Puglia, presieduta dall’assessore allo Sviluppo economico e lavoro, Eugenio Di Sciascio, e dal presidente del Sepac, Leo Caroli, sulla vertenza Brovedani, gruppo impegnato nella componentistica meccanica per l’automotive. Al centro dell’incontro, richiesto dalle organizzazioni sindacali e alla presenza dell’azienda, la decisione della società di dismettere lo stabilimento di Modugno, che coinvolge circa 40 lavoratori, concentrando la produzione nello stabilimento di San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone.
Regione Puglia ha confermato la massima attenzione sulla vertenza, già dimostrata con la convocazione di un primo tavolo all’inizio di agosto, e ha proposto un percorso finalizzato a provare a mantenere aperta una prospettiva per il futuro industriale del sito e ad accompagnare questa fase mettendo in sicurezza i lavoratori.
“Non condividiamo in nessun modo la scelta dell’azienda di chiudere lo stabilimento di Modugno, né le modalità adottate in queste settimane, pur consapevoli della complessità del quadro nel quale ci ritroviamo – dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Eugenio Di Sciascio -. L’azienda ci ha rappresentato una decisione legata alla profonda crisi che attraversa il mercato dell’automotive e, secondo quanto riferito, alla mancanza di adeguati strumenti di sostegno nazionali ed europei al settore. Siamo dentro una transizione industriale molto difficile, che sta mettendo sotto pressione la manifattura italiana ed europea, ma proprio per questo riteniamo necessario che le scelte sul futuro produttivo tengano conto anche delle ricadute sulle persone e sui territori. Come Regione abbiamo assicurato l'impegno su quello che possiamo fare concretamente – prosegue Di Sciascio - mettendo in sicurezza i lavoratori prima del 3 ottobre, data di scadenza del contratto di solidarietà di cui beneficiano i lavoratori come ammortizzatore sociale. Per questo abbiamo chiesto all’azienda di avviare immediatamente un confronto tecnico con i nostri uffici per individuare gli strumenti più efficaci”.
“Ma il nostro lavoro non può fermarsi agli ammortizzatori sociali. Il tavolo SEPAC resterà aperto per accompagnare questa fase difficile, perché mentre tuteliamo nell’immediato i lavoratori dobbiamo anche iniziare a costruire una prospettiva per il sito di Modugno. Non sappiamo oggi quale sarà la soluzione migliore, ma dobbiamo lavorare per mantenere aperta una possibilità di futuro. Difendere il lavoro significa anche non disperdere competenze, professionalità e patrimonio industriale, soprattutto in una fase nella quale l’Europa sta affrontando una trasformazione profonda del proprio sistema produttivo”.
“Abbiamo chiesto che il confronto tecnico – conclude Di Sciascio – parta immediatamente e che il tavolo resti aperto, perché non vogliamo arrivare al 3 ottobre senza aver costruito una rete di protezione per i lavoratori. Allo stesso tempo, intendiamo lavorare perché quella data non rappresenti la fine di ogni prospettiva per il sito di Modugno. Domani 1° settembre, insieme al presidente Leo Caroli, sarò ai cancelli dello stabilimento con i lavoratori, e il 2 settembre seguiremo il tavolo convocato presso il MIMIT per portare anche lì questa impostazione: la tutela delle persone, e un lavoro per costruire le condizioni di un rilancio, di una riconversione o di una reindustrializzazione del sito. È una vertenza che non possiamo considerare conclusa finché non avremo esplorato ogni possibilità concreta per dare un futuro ai lavoratori”.
Pubblicato il 31 agosto 2026