Turismo aree interne: la Puglia porta al Forum sul Turismo di Milano il suo modello

L'Assessora Starace: "La competitività delle aree interne passa dalle competenze e da una nuova alleanza tra territori"

L’assessora al Turismo della Regione Puglia, Graziamaria Starace ha partecipato alla due giorni milanese dedicata al turismo: “Nel dibattito sul futuro delle aree interne si richiamano spesso, e giustamente, i cammini, l’enogastronomia, il turismo lento e sostenibile. Ma sarebbe miope pensare che questi strumenti possano reggere da soli una strategia di sviluppo, se non affrontiamo con decisione una delle criticità più profonde del sistema turistico italiano: la carenza strutturale di competenze e professionalità qualificate - ha dichiarato l’assessore durante il suo intervento -. L’esperienza della Puglia dimostra che investire sulle aree interne significa prima di tutto dotarsi di una governance stabile e di una pianificazione di lungo periodo.

Abbiamo scelto di considerare cammini, itinerari culturali, cicloturismo e mobilità lenta come vere e proprie infrastrutture immateriali: strumenti capaci di generare economia, presidio territoriale e coesione sociale, rafforzando il legame tra comunità e luoghi.
C’è però un nodo che troppo spesso resta ai margini del dibattito nazionale ed è decisivo per il futuro: il rapporto tra turismo, scuola e formazione professionale. Serve investire su istituti professionali dell’ospitalità e della ristorazione, politiche integrate tra assessorati e una distribuzione delle risorse attenta alle specificità locali.

Serve un’alleanza nuova tra territori, fondata sul principio costituzionale di sussidiarietà. I Comuni più strutturati e virtuosi devono assumere un ruolo di accompagnamento verso quelli più fragili. Penso a percorsi di affiancamento istituzionale, a forme di cooperazione tra Comuni della stessa regione capaci di trasferire competenze, modelli organizzativi e buone pratiche.
Il turismo che immaginiamo è un turismo responsabile, rispettoso delle comunità ospitanti, capace di innalzare la qualità dell’accoglienza senza snaturare l’identità dei luoghi.

L’Italia da scoprire passa da qui: dalla capacità di investire nelle persone prima ancora che nei luoghi, nelle competenze prima ancora che nelle promozioni, nella cooperazione prima ancora che nella competizione.

 

Pubblicato il 24 gennaio 2026