Olio extravergine italiano, dalla Puglia la richiesta di un tavolo nazionale per affrontare la crisi del comparto e difendere l’intera filiera

La crisi che sta colpendo il settore olivicolo-oleario rischia di compromettere la sostenibilità economica di migliaia di aziende agricole e dell’intera filiera pugliese dell’olio extravergine. Prezzi all’origine sempre più bassi, aumento dei costi di produzione, crescita delle spese per carburanti, energia e materie prime e forti pressioni del mercato internazionale stanno mettendo in seria difficoltà produttori, frantoiani e operatori del comparto.
È da questa consapevolezza che nasce il tavolo convocato questo pomeriggio, 19 maggio 2026, dall’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale insieme alle organizzazioni professionali agricole, alle Op e ai frantoiani, con l’obiettivo di costruire proposte condivise per rafforzare la filiera e difendere il valore dell’olio extravergine italiano di qualità.
“Ho voluto questo confronto con tutto il sistema olivicolo pugliese perché il comparto sta attraversando una fase estremamente delicata che non riguarda solo gli agricoltori, ma coinvolge l’intera filiera produttiva e un settore strategico per l’economia e l’identità della nostra regione – ha dichiarato a margine l’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale –. Dal tavolo è emersa con forza la necessità di una risposta coordinata e strutturale per contrastare una crisi che rischia di indebolire la competitività delle nostre imprese e comprimere ulteriormente il valore riconosciuto all’olio extravergine italiano”.
Nel corso dell’incontro è stata condivisa la richiesta di promuovere un tavolo nazionale dedicato al comparto olivicolo, coinvolgendo anche le altre grandi regioni produttrici, come Calabria e Sicilia, per definire strategie comuni a tutela del reddito degli agricoltori, della qualità delle produzioni e della tenuta della filiera.
Tra le priorità indicate dal partenariato figurano il rafforzamento dei controlli contro frodi e contraffazioni, una maggiore tutela della tracciabilità e del Made in Italy, il sostegno ai Consorzi di tutela e una revisione degli strumenti che regolano DOP e IGP per valorizzare maggiormente le produzioni certificate e rafforzarne il posizionamento sui mercati.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla necessità di aprire nuovi mercati internazionali e di investire su una comunicazione più efficace dell’olio extravergine italiano come alimento identitario e presidio di salute, valorizzandone le proprietà nutraceutiche e la qualità certificata.
Nel confronto si è parlato inoltre di accordi di filiera e del coinvolgimento della grande distribuzione organizzata in un percorso condiviso che garantisca maggiore equilibrio nella distribuzione del valore lungo tutta la catena produttiva, assicurando più tutele a produttori, trasformatori e consumatori.
Tra i temi affrontati, anche l’attuazione del Piano straordinario di rigenerazione olivicola legato alla Xylella fastidiosa, che la Regione continua a portare avanti attraverso misure e avvisi costruiti insieme al partenariato agricolo ed economico-sociale per sostenere imprese e territori colpiti dalla batteriosi.
“Riteniamo indispensabile – ha concluso l’assessore – portare la questione all’attenzione nazionale e aprire un confronto stabile tra Governo e regioni olivicole strategiche del Paese, tema che porrò anche in Conferenza delle Politiche agricole. Oggi serve una politica industriale della filiera olivicola che sappia difendere qualità, tracciabilità e redditività delle produzioni italiane, contrastando pratiche sleali e fenomeni che alterano il mercato. Ringrazio le organizzazioni agricole, le Op, i frantoiani e tutto il partenariato per il contributo concreto emerso dal tavolo: solo attraverso una visione condivisa possiamo costruire un comparto più forte, organizzato e competitivo”.
Pubblicato il 19 maggio 2026