Giunta regionale approva Schema Disegno di Legge da trasmettere al Consiglio sulle cosiddette Aree Idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili

La Giunta regionale questo pomeriggio ha approvato lo Schema del Disegno di Legge per la individuazione delle superfici e delle aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili. Le Regioni in attuazione dell’articolo 11-bis del decreto legislativo 25 novembre 2024, n. 190 devono procedere a questo adempimento imposto dallo Stato.
La norma nazionale ha definito una serie di Aree Idonee (come aree industriali, aree portuali, cave, discariche, aree nei pressi della rete autostradale e molte altre). Posto che le Aree definite dallo Stato non possono essere ridotte dalle Regioni, a queste ultime è imposto l’obbligo di individuare Aree aggiuntive.
La legislazione sulle aree idonee non interviene sulla programmazione, ma si limita a prevedere percorsi semplificati per ottenere le autorizzazioni nel caso di installazioni ricadenti nelle stesse.
La Giunta quindi nello SDL licenziato oggi, ed inviato al Consiglio per l’iter di approvazione, ha dato seguito all’indicazione del legislatore, ma ha inteso limitare tali Aree aggiuntive, nella consapevolezza che la Puglia presenta già un volume di iniziative nel settore considerevole. Basti pensare che tra il 2021 ed il 2025 la Puglia ha autorizzato l'installazione di ben 4.471 MW di nuovi impianti, a fronte dei quali solo 1.700 MW risultano realizzati.
La imponente massa del paniere di interventi autorizzati rispetto al realizzato ha indotto la Giunta ad aggiungere Aree Idonee solo strettamente indispensabili.
Qualche esempio: sono considerate Idonee le aree adiacenti ai centri di elaborazione dati (entro 350 metri) purché la produzione di energia rinnovabile sia asservita unicamente ai medesimi, i siti nella disponibilità di università e parchi tecnologici, le aree retroportuali ma solo per l’autoconsumo, e poche altre.
Sempre in una logica conservativa, e valutando l’enorme massa di impianti che potrebbe essere realizzata se tutte le autorizzazioni andassero a compimento, la Giunta ha inteso introdurre alcune specifiche che puntano a tutelare il paesaggio e l’agricoltura sancendo come interesse pubblico prevalente la conservazione degli ulivi, delle produzioni agroalimentari di qualità (DOP, IGP, biologico) e delle tradizioni locali. L’articolo 5 infatti detta disposizioni specifiche per le aree agricole, prevedendo che, nel rilascio del provvedimento autorizzatorio, è considerato di interesse pubblico prevalente preservare, in quell’area, la presenza degli ulivi, delle produzioni agroalimentari di qualità, quali produzioni D.O.P., I.G.P., S.T.G., D.O.C., D.O.C.G., DE.CO., delle produzioni agroalimentari tradizionali (P.A.T.), limitatamente alle superfici agricole effettivamente destinate alla coltura che la denominazione e l'indicazione intendono salvaguardare, nonché i terreni interessati da produzioni con metodo biologico.
Inoltre, nel caso di interventi ricadenti in aree classificate come industriali da PRG/PUG non adeguato al PPTR o in Area di Sviluppo Industriale (ASI) non infrastrutturata e non dotata di Piano esecutivo vigente, comunque utilizzate ai fini agricoli, prevale la matrice paesaggistica del contesto territoriale individuata dal PPTR.
Nell’articolo 8 si introduce la “Consultazione pubblica per i progetti di impianti da fonti rinnovabili” nell’ottica di garantire trasparenza e partecipazione pubblica nei procedimenti autorizzativi regionali, prevedendo incontri informativi tra proponenti, comuni e cittadini. L’obiettivo fondamentale è rafforzare il coinvolgimento della popolazione e l’integrazione delle istanze territoriali nelle decisioni pubbliche su progetti con effetti ambientali e territoriali.
Parallelamente, l'articolo 9 - nella logica di contrastare i cd. sviluppatori - introduce una decisa accelerazione della fase realizzativa, obbligando i proponenti a presentare entro 60 giorni dal rilascio del titolo un cronoprogramma e due fideiussioni specifiche, la cui mancanza determina la decadenza automatica dell'autorizzazione. A completamento di questo intervento, i tempi massimi per ultimare i lavori vengono ridotti da 30 a 18 mesi, con la possibilità di ottenere proroghe limitata esclusivamente a comprovate e documentate cause di forza maggiore, assicurando così che i progetti autorizzati vengano effettivamente messi a terra in tempi rapidi. Nello specifico questo punto mira a sanare le problematiche riscontrate negli anni scorsi nella fase di cantierizzazione, realizzazione e messa in esercizio degli impianti, introducendo strumenti per accelerare la cantierizzazione degli impianti autorizzati e garantire il raggiungimento degli obiettivi energetici regionali.
“Con questo provvedimento, in particolare con l’introduzione dell’articolo 5 – dichiara l’assessora all’Urbanistica e Paesaggio Marina Leuzzi -, abbiamo scelto la tutela del paesaggio e ribadito l’interesse pubblico a salvaguardare il paesaggio agricolo, le produzioni agroalimentari di qualità e quegli elementi identitari del territorio, come la presenza degli ulivi, che ci rende unici. Abbiamo deciso di intervenire a difesa di quelle aree, nei fatti ad uso agricolo o di rilevanza paesaggistica, inserite all'interno di aree zonizzate industriali ma mai attuate, né attuabili se fossero adeguate al PPTR. Aree che ad oggi se non ci fosse il PPTR sarebbero automaticamente definite aree idonee. Senza questo provvedimento, molte di queste aree rischierebbero di non essere salvaguardate, con il rischio di compromettere il territorio faticosamente tutelato dal nostro piano paesaggistico, principio guida che ci deve accompagnare anche nella sfida importante e non più rinviabile della transizione energetica”.
"La norma afferma con chiarezza una visione regionale che difende il suolo agricolo, sostiene le produzioni di qualità e rafforza uno dei settori più strategici per l’economia della Puglia – spiega l’assessore all’Agricoltura Francesco Paolicelli -. Rappresenta, difatti, un passo importante per rafforzare la strategia della Regione Puglia a tutela del nostro sistema agricolo e agroalimentare. All’interno del provvedimento abbiamo introdotto una disposizione innovativa e particolarmente significativa che ci consente di contrastare in modo concreto la progressiva sottrazione di terreni agricoli destinati alla realizzazione di impianti da fonti di energia rinnovabile. La norma stabilisce delle tutele nelle aree agricole per olivi e colture di qualità in caso di estirpazione per l’installazione di pannelli fotovoltaici, anche quando si tratta di aree considerate idonee. È una scelta chiara che mette al centro la salvaguardia del nostro patrimonio olivicolo, un patrimonio identitario ed economico che in questi anni è stato già duramente colpito dalla Xylella. Allo stesso tempo introduciamo un ulteriore elemento di tutela nelle aree agricole che permette di proteggere le produzioni certificate a marchio, salvaguardando le nostre eccellenze agroalimentari e il valore delle filiere di qualità".
“La Puglia è tra le regioni con i maggiori obiettivi di sviluppo delle rinnovabili – commenta l’assessore allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio -. Secondo il PNIEC, entro il 2030 la Regione dovrà installare 7.387 MW aggiuntivi di potenza FER, uno dei target più elevati a livello nazionale. Negli ultimi anni la Regione ha già dimostrato una forte capacità autorizzativa che non sempre ha visto seguire cantieri e impianti. Per questo introduciamo norme che contrastino gli sviluppatori. Si tratta di soggetti che acquisiscono e autorizzazioni per poi venderle alle imprese produttrici di energia. Ciò allarga la bolla tra autorizzato ed installato e mette il territorio nella impossibilità di programmare efficacemente le FER.”
"Questo schema di disegno di legge racchiude la volontà e l'esigenza di promuovere l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili attraverso procedure semplificate e ottimizzazione dei siti idonei, tutelando però il patrimonio naturale, agricolo e la biodiversità. L’obiettivo resta quello di decarbonizzare la Puglia e contrastare il cambiamento climatico, passando per l’autosufficienza energetica del territorio che ci permetterebbe anche di sostenere imprese e famiglie con energia pulita e a un minor costo", aggiunge l'assessore all'Ambiente e al Clima, Debora Ciliento.
Pubblicato il 10 marzo 2026