Fiera della Biodiversità Pugliese: il 10 e l'11 ottobre Locorotondo capitale della ricchezza genetica di Puglia

La biodiversità come motore di sviluppo, identità e futuro dell'agricoltura pugliese. Sono i temi al centro della terza edizione della Fiera della Biodiversità Pugliese, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 a Masseria Ferragnano a Locorotondo (Bari), appuntamento dedicato alla tutela del patrimonio genetico agricolo regionale.
La manifestazione è stata presentata lunedì 28 settembre 2026 nella Sala conferenze del Dipartimento Agricoltura alla presenza dell'assessore al ramo Francesco Paolicelli, del dirigente della Sezione Competitività delle Filiere Agroalimentari, Luigi Trotta, del presidente del Nucleo Promotore, Pierfederico La Notte, del sindaco di Locorotondo, Vittorino Smaltino, di Sabrina Nardelli per ITS Agribusiness Puglia, Maurizio Palmisano per il Centro di Ricerca e l'IISS Basile Caramia-Gigante, Cinzia Montemurro per Sinagri e del presidente del GAL Valle d'Itria Giannicola D'Amico.
Nel corso dell'incontro è stato ribadito il valore strategico della biodiversità quale patrimonio da custodire e valorizzare attraverso la ricerca scientifica, la formazione, il lavoro degli agricoltori custodi e la collaborazione tra istituzioni, imprese e territorio.
Per due giorni Locorotondo diventerà una vera e propria vetrina internazionale della biodiversità pugliese, con un ricco programma di appuntamenti che uniranno divulgazione scientifica, mercato, degustazioni, attività esperienziali e momenti di confronto.
“La biodiversità non è un concetto astratto, ma una realtà quotidiana che prende forma nei campi, negli uliveti, nei vigneti, nei frutteti e, oggi più che mai, anche nelle aule dove si formano le nuove generazioni – ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura e allo sviluppo Rurale, Francesco Paolicelli – e la Fiera della Biodiversità racconta proprio questo: il legame profondo tra ricerca, formazione e lavoro agricolo. Dal campo alle aule, passando per i laboratori e le aziende, si costruisce un modello di sviluppo che tutela il patrimonio genetico delle nostre varietà locali e lo trasforma in opportunità di crescita economica. La biodiversità rappresenta una delle più grandi ricchezze della Puglia. Custodire antiche sementi, recuperare varietà dimenticate e valorizzare razze autoctone come ad esempio l’asino di Martina Franca significa preservare la nostra identità, ma anche rafforzare la competitività delle imprese agricole di fronte alle grandi sfide del cambiamento climatico e dei mercati globali”.
Tra gli appuntamenti più attesi tornano alla Fiera della Biodiversità per la sua terza edizione la Mostra Mercato con i Mercati della Terra Slow Food di Martina Franca e Crispiano, le degustazioni di vini da vitigni rari curate dall'Associazione Italiana Sommelier Puglia, il Museo Diffuso della Biodiversità, la mostra pomologica arricchita dalle specie fitoalimurgiche e "Semi in viaggio", lo spazio dedicato allo scambio di semi e talee tra agricoltori custodi, orticoltori e cittadini.
Ampio spazio sarà dedicato anche alla divulgazione scientifica con la presentazione dei quattro Atlanti della Biodiversità dedicati a olivo, vite, frutti minori e pomacee e drupacee, strumenti fondamentali per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio varietale pugliese.
“Dietro ad un appuntamento consolidato, c'è una partnership che continua a lavorare e a investire per realizzare occasioni di incontro, di dibattito, di sensibilizzazione. Questo è la Fiera della Biodiversità – ha sottolineato il presidente del Nucleo Promotore, Pierfederico La Notte-. L'occasione per dare lustro alla storia "agrobiodiversa" mettendola in vetrina, rendendo protagonisti i produttori, gli agricoltori custodi di antiche sementi ma anche i ricercatori che escono dai laboratori per spiegare la necessità di tutelare questo patrimonio per poterlo donare e trasferire alle nuove generazioni. Gli Atlanti dell'olio, della vite, dei fruttiferi che verranno presentati nel corso della Fiera sono l'emblema di questo lavoro di valorizzazione”.
Tra le novità dell'edizione 2026 particolare attenzione sarà riservata all'asino di Martina Franca, razza autoctona simbolo della biodiversità animale della Valle d'Itria, protagonista di attività di Interventi Assistiti con gli Animali rivolte a ragazzi con bisogni educativi speciali, disabilità motorie e cognitive e disturbi dello spettro autistico. Un progetto realizzato grazie all'impegno dell'IISS Basile Caramia-Gigante, sede del primo Centro Specializzato in Interventi Assistiti con gli Animali della provincia di Bari con animali residenziali, in collaborazione con il Rotary Club Putignano Trulli e Grotte.
La Fiera della Biodiversità offrirà inoltre approfondimenti dedicati ad alcune eccellenze agroalimentari pugliesi, dalla Burrata di Andria alle antiche varietà di grano come la Bianchetta, fino alle erbe spontanee commestibili e all'antico vitigno Ottavianello, senza dimenticare gli aperitivi biodiversi e i menù tematici che permetteranno ai visitatori di scoprire la biodiversità anche attraverso il gusto.
Non mancheranno gli appuntamenti culturali e musicali, con la partecipazione della Fanfara scolastica dell'Istituto Comprensivo Massari-Galilei di Bari, spettacoli teatrali, concerti live e momenti di intrattenimento dedicati alla cultura e alle tradizioni della Valle d'Itria.
Il programma completo e gli aggiornamenti sono disponibili sui canali Facebook e Instagram della Fiera della Biodiversità e sul sito www.fruttiantichipuglia.it.
Link video dichiarazione Paolicelli
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Pubblicato il 28 settembre 2026