Ecomafie 2026, assessore Ciliento: “In Puglia aumentano i controlli sugli illeciti ambientali, grazie all’importante lavoro delle Forze dell’Ordine e della Magistratura”
"La Regione sta dando il suo supporto per diverse attività, ma dobbiamo concentrarci sulla prevenzione dei fenomeni”

“I dati diffusi oggi da Legambiente con il rapporto sulle Ecomafie 2026 ci illustrano una Puglia ancora negativamente protagonista nel 2025 per i reati ambientali, da quelli relativi allo smaltimento illecito dei rifiuti, all’abusivismo edilizio, ai reati relativi agli incendi boschivi e di vegetazione. Dati allarmanti ma che vanno letti anche sotto un’altra ottica, confermata dallo stesso rapporto: l’ottimo lavoro delle Forze dell’Ordine, e della Magistratura, che nel 2025 hanno effettuato il numero più alto di controlli, arrivando quindi ad accertare numerosi reati. Un lavoro di controllo del territorio e di contrasto agli illeciti ambientali incisivo, in cui anche la Regione dà il suo supporto tramite il Nucleo regionale di Vigilanza Ambientale e tramite l’Accordo di Programma Quadro “Tutela Ambientale”, strumento di raccordo con Forze dell’Ordine e soggetti tecnico-scientifici, operativo da vent’anni e finanziato con risorse derivanti dalla riscossione del tributo speciale ecotassa”.
Queste le considerazioni dell’assessore regionale all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento, dopo la diffusione dei dati del rapporto Ecomafie 2026 di Legambiente.
L’Accordo di Programma Quadro “Tutela Ambientale”, rinnovato nel 2025 con durata triennale, tra Regione Puglia, Legione Carabinieri “Puglia”, Comando Carabinieri Forestali Puglia, Carabinieri per la Tutela Ambientale-NOE di Bari e Lecce, Comando Regionale della Guardia di Finanza, Arpa Puglia e CNR-ITC sostiene le attività di prevenzione, vigilanza e contrasto dell’abbandono incontrollato di rifiuti e delle discariche abusive e valorizza strumenti operativi quali il software PERIMSITI, finalizzato alla perimetrazione dei siti oggetto di abbandono, alla circolarità delle informazioni tra le istituzioni coinvolte e al supporto delle attività di verifica, rimozione e quantificazione dei rifiuti illecitamente smaltiti.
Un altro importante Accordo è quello sottoscritto con la Prefettura di Barletta-Andria-Trani nel novembre 2025 per la realizzazione di attività di interesse comune per il contrasto dell’inquinamento da smembramento e abbandono di carcasse di veicoli rubati nella Provincia Bat, tra le più colpite in Italia da questo fenomeno. Nell’ambito di questo accordo la Regione ha contribuito al potenziamento dei sistemi tecnologici di controllo del territorio a supporto dei sistemi già utilizzati dalle Forze dell’Ordine, per rafforzarne la capacità di monitoraggio e di intervento.
“Le carcasse delle auto rubate abbandonate nelle campagne sono qualificabili come rifiuti speciali pericolosi, perché da esse possono fuoriuscire sostanze inquinanti e spesso gli viene dato fuoco, generando un elevato rischio di contaminazione dell’aria, del suolo, del sottosuolo e delle falde acquifere, con conseguenti danni per l’ecosistema – spiega l’assessore -. Supportando le Forze dell’Ordine nel contrasto a questo fenomeno cerchiamo di arginare diverse forme di illegalità contro la persona e l’ambiente.”
Inoltre nell’ambito dell’Accordo Quadro tra Regione Puglia e Agenzia Spaziale Italiana è stata avviata una interlocuzione, coinvolgendo anche la Procura della Repubblica di Trani, per applicare le tecnologie satellitari alle attività di monitoraggio costante e capillare del territorio della Provincia BAT per contrastare fenomeni di degrado ambientale e di abbandono dei rifiuti. “Un modo per trasformare la ricerca scientifica e tecnologica applicata al campo spaziale in soluzioni concrete per il nostro territorio e la legalità”, aggiunge l’assessore Ciliento.
“La Regione ha attivato diverse collaborazioni istituzionali per affermare la legalità e contrastare i reati contro l’ambiente e la salute pubblica – conclude l’assessore -. Certamente possiamo fare un ulteriore passo avanti istituzionalizzando il confronto con tutti quegli interlocutori, tra cui il mondo dell’associazionismo e della cittadinanza attiva, in grado di aiutarci a individuare le maggiori criticità territoriali, a raccogliere dati ed elaborare proposte per pianificare interventi di prevenzione delle diverse forme di illecito e potenziare l’educazione ambientale per la cittadinanza.”
Pubblicato il 01 ottobre 2026