Dissesto idrogeologico, Regione Puglia, Commissario di Governo e Autorità di Bacino firmano l'accordo per accelerare gli interventi di messa in sicurezza del territorio
Piemontese: “Dobbiamo ridurre il tempo che separa i finanziamenti dai cantieri. La prevenzione deve diventare una politica permanente”

Dalla nuova programmazione regionale da 64 milioni di euro per 13 interventi ai 270 milioni di lavori in carico alla struttura commissariale. La Puglia punta a consolidare il risultato positivo dei 12 interventi PNRR per oltre 50 milioni di euro completati.
Mettere insieme conoscenze, risorse finanziarie e capacità amministrative per ridurre i tempi di progettazione, autorizzazione e realizzazione delle opere contro il dissesto idrogeologico: è questo l’obiettivo dell’accordo di collaborazione tra Regione Puglia, Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico e Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale, sottoscritto oggi a Bari.
A firmare l'intesa sono stati Vera Corbelli, segretaria generale dell'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale, Raffaele Piemontese, assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, e Gennaro Ranieri, soggetto attuatore del Commissario di Governo.
L'accordo punta a superare la frammentazione dei procedimenti attraverso una collaborazione strutturata tra i tre soggetti pubblici che, con competenze differenti, intervengono nella programmazione e nella realizzazione delle opere di difesa del suolo.
La novità consiste nel coinvolgimento dell'Autorità di Bacino e delle strutture tecniche fin dalle fasi iniziali della programmazione e della progettazione, anziché soltanto nei successivi passaggi di verifica e autorizzazione. L'obiettivo è anticipare la soluzione delle criticità, ridurre richieste di integrazione e successive modifiche progettuali e rendere più rapido il passaggio dai finanziamenti ai cantieri.
“Nel dissesto idrogeologico il tempo è una componente della sicurezza – ha sottolineato l'assessore Piemontese – perché, se un paese è minacciato da una frana, ridurre di mesi il percorso amministrativo significa anticipare di mesi la messa in sicurezza o, se un corso d'acqua presenta criticità idrauliche, significa intervenire prima che una piena produca danni. Non basta finanziare le opere: dobbiamo costruire le condizioni perché siano progettate bene, autorizzate e realizzate nei tempi necessari.”
“Una pianificazione condivisa alla scala del distretto idrografico, fondata su una conoscenza del territorio progressivamente approfondita fino al dettaglio locale, consente di gestire il rischio al fine di rendere sicure le nostre comunità e salvaguardare e tutelare l’ecosistema”, ha osservato Corbelli, rimarcando che “in Puglia convivono fenomeni molto diversi: le grandi frane del Subappennino Dauno, i crolli delle falesie del Gargano e del Salento, gli sprofondamenti correlati a migliaia di cavità naturali e antropiche, le piene improvvise delle lame e l'arretramento della costa. Sono processi spesso interconnessi, espressione della dinamica evolutiva di un unico sistema fisico che mette in relazione versanti, reticolo idrografico, suolo, sottosuolo e fascia costiera, con effetti che si riflettono direttamente sugli insediamenti: oltre duecentomila cittadini vivono in aree a rischio idraulico e circa settantamila in zone a pericolosità da frana elevata e molto elevata”.
“Questa complessità richiede, in correlazione alle emergenze e relative gestione, un’azione ordinaria e una visione d'insieme, fondate su un approccio multiscalare, interdisciplinare e olistico. La risorsa suolo e la risorsa acqua sono parte di uno stesso sistema: governarli insieme significa prevenire il dissesto, tutelare la vita umana e, allo stesso tempo, tutelare gli elementi dell’intero ecosistema”, ha proseguito la segretaria generale dell’Autorità di Bacino, evidenziando che “con questo accordo rafforziamo e rendiamo strutturale una sinergia già consolidata in specifici percorsi, lavorando congiuntamente, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze, in tutte le fasi, dalla conoscenza e dalla diagnosi delle criticità, alla programmazione, alla progettazione e all'attuazione delle misure per la mitigazione e la gestione del rischio idrogeologico”.
La dimensione degli investimenti rende particolarmente importante il nuovo metodo di lavoro.
All’inizio del 2025 la struttura commissariale pugliese aveva in carico circa 270 milioni di euro di lavori, con un programma comprendente 90 cantieri da completare e 70 progettazioni. Nel corso del 2025 sono stati ultimati lavori per circa 61 milioni di euro, mentre per il 2026 è prevista la conclusione di ulteriori interventi per circa 99 milioni.
A questo quadro si aggiungono circa 230 milioni di euro relativi a interventi già finanziati e in fase di progettazione, destinati a trasformarsi progressivamente in nuove gare e nuovi cantieri.
Un primo banco di prova dell'accordo sarà rappresentato dalla nuova programmazione regionale da 64,08 milioni di euro per 13 interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, finanziata attraverso il Programma Regionale Puglia 2021-2027.
Le risorse comprendono circa 26 milioni di euro per il contrasto al rischio frane e oltre 38 milioni per la prevenzione del rischio idraulico e delle alluvioni.
Tra gli interventi di maggiore rilevanza figurano i 17 milioni e mezzo di euro per il completamento della sistemazione del Canale Acquarotta a Lesina, i circa 10 milioni di euro per la mitigazione del rischio idraulico a Campi Salentina e gli oltre 5 milioni di euro per il canale di imbrigliamento e raccolta delle acque ad Avetrana inseriti in un programma complessivo di circa 18 milioni di euro.
Sono previsti inoltre interventi a Rignano Garganico, San Marco la Catola, Pietramontecorvino, Bovino, Casalvecchio di Puglia, Rocchetta Sant'Antonio, Alberona e Cerignola.
I disciplinari sono già stati sottoscritti e i Comuni, individuati come soggetti attuatori, dovranno affrontare le successive fasi di progettazione esecutiva, affidamento e realizzazione.
“L'Autorità sarà parte ancor più attiva nella costruzione di programmi organici di misure strutturali e non strutturali, definiti alla scala di ambiti territoriali omogenei rispetto alle fenomenologie di dissesto, fondati sul proprio ampio e approfondito background: ogni misura concorrerà così a una strategia complessiva di mitigazione del rischio – ha concluso Corbelli –. In questo quadro, l’obiettivo comune è che ogni euro investito sia destinato a interventi inseriti in un disegno organico e coerente con la pianificazione distrettuale e il governo territoriale, individuati nell'ambito di priorità condivise con i Comuni e con tutti gli attori del territorio, realizzati in tempi certi e in grado di conseguire un'effettiva riduzione dei livelli di rischio”.
L'accordo arriva in una fase nella quale la capacità di realizzare effettivamente le opere è una criticità nazionale, ma secondo la struttura commissariale la Puglia è stata la prima Regione italiana a concludere tutte le opere previste dal proprio programma. Infatti la nostra Regione ha conseguito un risultato positivo significativo nell'attuazione dello specifico programma PNRR contro il dissesto idrogeologico: tutti e 12 gli interventi finanziati, per complessivi 50,64 milioni di euro, sono stati completati.
“Il PNRR ha dimostrato che anche in un settore complesso come quello della difesa del suolo è possibile rispettare scadenze stringenti e portare a termine gli interventi - ha concluso Piemontese -, adesso dobbiamo fare un passo ulteriore: trasformare quella capacità, maturata dentro un programma straordinario, in un metodo ordinario di governo del territorio. Frane, fiumi, bacini idrografici e coste non seguono i confini comunali, la sicurezza del territorio richiede una visione d'insieme, una conoscenza condivisa dei rischi e istituzioni capaci di lavorare insieme”.
Pubblicato il 08 ottobre 2026