Diritto allo studio e reinserimento sociale: la Puglia rafforza la rete dei Poli Universitari Penitenziari

Sottoscritto il Protocollo tra Regione, Atenei pugliesi, Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria e Garante dei detenuti. L’assessora Miglietta: “Impegno per l’esonero totale o parziale della tassa regionale”

È stato firmato questa mattina nel Salone degli Affreschi del Rettorato dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro il nuovo Accordo Quadro per la prosecuzione e il potenziamento delle attività dei Poli Universitari Penitenziari presenti sul territorio pugliese.

L’intesa punta a favorire lo sviluppo culturale delle persone detenute e internate negli istituti di pena, riconoscendo nell’accesso all’istruzione universitaria non solo un presidio fondamentale di dignità e sapere, ma anche uno strumento concreto per favorire il percorso di reinserimento e risocializzazione delle persone detenute.

L’Accordo è stato sottoscritto dall’assessora alla Cultura e alla Conoscenza della Regione Puglia Silvia Miglietta, dal Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Puglia e la Basilicata Pierpaolo D'Andria, dai Rettori degli Atenei pugliesi Roberto Bellotti (UniBa), Umberto Fratino (PoliBa), Maria Antonietta Aiello (UniSalento), Lorenzo Lomuzio (UniFg) e Antonello Garzoni (LUM) e dal Garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Piero Rossi.

Il Protocollo nasce dall’esigenza di garantire agli studenti e alle studentesse detenute un’offerta formativa stabile, omogenea e coordinata a livello regionale. Tra gli obiettivi dell’Accordo figurano, inoltre, la creazione di un Coordinamento stabile tra Atenei pugliesi e la costituzione di un Polo didattico universitario penitenziario tra l'Amministrazione Penitenziaria di Puglia e Basilicata, la Regione Puglia e gli Atenei pugliesi. Previsto, inoltre, l’aggiornamento delle procedure operative che caratterizzano i percorsi universitari nelle carceri con l’obiettivo di ridurre gli aggravi burocratici che ricadono sulle persone detenute.

La stipula dell’Accordo si inserisce nel percorso promosso dal Magnifico Rettore dell’Università di Bari, prof. Roberto Bellotti, che ne ha sostenuto il rinnovo e l’estensione a nuovi soggetti sottoscrittori, valorizzando una logica di rete tra tutte le istituzioni coinvolte. Elemento centrale del nuovo accordo è, infatti, l’ampliamento della rete istituzionale, che per la prima volta si apre anche a Regione Puglia e al Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale.

Le firme dell’assessora alla Cultura e alla Conoscenza della Regione Puglia del Garante regionale segnano infatti un passaggio significativo: per la prima volta, le principali istituzioni che si occupano di diritto allo studio e programmazione dell’offerta formativa universitaria e di tutela dei diritti delle persone detenute collaborano con le Università e con l’amministrazione penitenziaria per rendere concreti i principi costituzionali di rieducazione della pena, promuovendo inclusione sociale, crescita culturale e opportunità di reinserimento.

L’assessora alla Cultura e Conoscenza della Regione Puglia Silvia Miglietta ha dichiarato che “con il Protocollo di oggi mettiamo in rete la Regione, il Garante regionale delle persone private della libertà personale, il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Puglia e della Basilicata e le Università pugliesi per dare a detenute e detenuti la possibilità di iniziare o proseguire un percorso di studi che possa rappresentare un’opportunità di crescita personale ma anche un’opportunità per accedere al mondo del lavoro una volta che si è scontata la pena. Con questo protocollo, che la Regione ha voluto fosse esteso a tutti gli Atenei della Puglia, cerchiamo di semplificare le procedure di iscrizione ai corsi universitari per le persone in regime di detenzione e dare loro gli strumenti per studiare, fare gli esami e conseguire un titolo. Lo facciamo, fra le altre cose, attraverso l’impegno all’esonero totale o parziale della tassa regionale al diritto allo studio e all’implementazione di piattaforme e-learning e di didattica a distanza. Ci sembra un’applicazione fondamentale per garantire il diritto allo studio di tutte e tutti”.

Nel presentare l’iniziativa, il Rettore Roberto Bellotti ha ribadito che essa rappresenta il risultato dell’impegno condiviso di tutte le parti coinvolte: “Le Università – ha detto – hanno il dovere di essere presidio di conoscenza, inclusione e responsabilità sociale, anche nei luoghi della fragilità e della marginalità. Con la sottoscrizione di questo nuovo Accordo Quadro, i cinque atenei pugliesi rafforzano una rete istituzionale che mette al centro la persona e il valore costituzionale della rieducazione della pena. Garantire il diritto allo studio alle persone detenute significa offrire strumenti concreti di crescita culturale, consapevolezza e reinserimento sociale. Come sistema universitario pugliese, abbiamo creduto fortemente nella necessità di consolidare e ampliare il sistema dei Poli Universitari Penitenziari, promuovendo una collaborazione stabile tra Università, Amministrazione Penitenziaria, Regione Puglia e autorità di garanzia. È un passo importante verso un modello regionale integrato, capace di rendere l’istruzione universitaria sempre più accessibile, coordinata ed efficace”.

All'incontro per la sottoscrizione del Protocollo ha preso parte da remoto anche il Viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto.

Pubblicato il 19 giugno 2026