Dalla Regione un bando per nuove competenze dei lavoratori agricoli migranti vittime di sfruttamento: pronti 364 mila euro per attivare 95 tirocini
L’assessora Miglietta: “Misura sperimentale per contrastare il caporalato. Migliorare l’occupabilità dei braccianti significa ampliare le loro opportunità di vita e lavoro”

Costruire un’alternativa al destino del lavoro stagionale agricolo a basso costo e al rischio di esposizione al caporalato. È questo l’obiettivo dell’Avviso pubblicato ieri dalla Regione Puglia per offrire nuove opportunità professionali di 95 cittadini stranieri, vittime o potenziali vittime di sfruttamento lavorativo e regolarmente soggiornanti nel territorio di Foggia.
La misura, gestita dalla Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche per le migrazioni e Antimafia Sociale della Regione Puglia, è promossa nell’ambito del Programma di contrasto al caporalato Su.Pr.Eme.2 e ha un carattere sperimentale.
Attraverso una dotazione finanziaria di 364 mila euro, l’amministrazione regionale intende sostenere la realizzazione di tirocini extra-curriculari finalizzati alla riqualificazione professionale (reskilling) e al miglioramento di competenze (upskilling) di lavoratori e lavoratrici migranti che, in assenza di opportunità alternative, rischierebbero di rimanere confinati nel circuito del bracciantato agricolo illegale, con effetti negativi sul piano personale, professionale e salariale.
L’Avviso nasce da un’attenta lettura della struttura del mercato del lavoro pugliese, nel quale è particolarmente elevata la quota di cittadini stranieri impiegati nel comparto agricolo a bassa qualificazione. Negli anni, la monocultura del bracciantato – particolarmente marcata nella provincia di Foggia – ha determinato un maggiore rischio di esposizione dei lavoratori migranti allo sfruttamento lavorativo, al caporalato e all’esclusione sociale che condiziona i lavoratori migranti a risiedere in aree rurali distanti dai centri urbani, dove sono ancora diffuse forme alloggiative di tipo informale, anche in forma di agglomerati abusivi (cd. “baraccopoli” o insediamenti informali).
È a partire da queste evidenze che Regione Puglia ha deciso di promuovere la costruzione di percorsi di formazione professionale che accompagnino 95 lavoratori migranti vulnerabili verso altri comparti produttivi.
L’Avviso, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia del 9 aprile, si rivolge e Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS e all’albo regionale dei soggetti legittimati all’erogazione dei servizi al lavoro (L.R. n. 25 del 29 settembre 2011 e dal Regolamento Regionale n. 28 del 22 ottobre 2012). A loro, Regione Puglia domanda di selezionare i beneficiari dei tirocini e le imprese ospitanti, favorendo il matching domanda/offerta e monitorando le esperienze di tirocinio nei 4 mesi. L’impatto atteso della misura è che il 35% di persone venga assunto dopo l’esperienza formativa.
Regione Puglia, attraverso il Polo Sociale di Foggia del Su.pr.eme. e la sua Agenzia per le politiche attive del lavoro (ARPAL), attraverso i centri per l’impiego, svolgerà un ruolo di supporto per il soggetto promotore nella profilazione e nell’orientamento dei beneficiari, anche attraverso la disponibilità di servizi di mediazione linguistica e interculturale.
Per l’assessora alla Cultura e Conoscenza della Regione Puglia Silvia Miglietta, “questo Avviso punta a costruire un’alternativa di lavoro e di vita per i lavoratori migranti della Capitanata che sono vittime o potenziali vittime di sfruttamento. Le persone che svolgeranno i tirocini, selezionate tra i beneficiari del Programma Su.Pr.Eme2 per il contrasto al caporalato, miglioreranno le proprie competenze professionali e acquisiranno abilità e certificazioni che potranno ampliare le loro opportunità di lavoro e di vita”.
“Lavorando in questa direzione – prosegue Miglietta – puntiamo a traguardare un obiettivo più grande: sottrarre progressivamente manodopera alle reti dell’intermediazione illecita e dello sfruttamento che continuano a rappresentare un fenomeno diffuso. Ci sono imprese, infatti, che si nutrono di lavoro sommerso o sfruttano manodopera migrante per abbassare i costi di produzione e alterare la concorrenza, inquinando un tessuto produttivo che è fatto anche di tantissime aziende sane, attente ai diritti e rispettose degli standard contrattuali”.
“Per tutto questo – conclude l’assessora – l’Avviso che lanciamo in forma sperimentale rappresenta uno strumento con un grande potenziale che dovremo monitorare con attenzione”.
L’Avviso pubblico per la co-progettazione di percorsi formativi on the job, nella forma di tirocini extra curriculari, per favorire il reskilling/upskilling e l’occupabilità dei cittadini stranieri, regolarmente soggiornanti e residenti in provincia di Foggia, in settori diversi dall’agricoltura è disponibile al link: https://regione.puglia.it/web/
Le domande di partecipazione possono essere presentate entro le ore 12.00 del 25 maggio e le attività progettuali dovranno avere una durata massima di 30 mesi a partire dalla data di sottoscrizione della convenzione.
Pubblicato il 10 aprile 2026