Boschi vetusti, la Foresta di Sfilzi nella Foresta Umbra entra nella Rete nazionale

Paolicelli: “Un riconoscimento prestigioso per la Puglia, è il secondo bosco più antico d’Italia”

La Giunta regionale ha approvato il riconoscimento dello status di Bosco Vetusto per la Foresta di Sfilzi, un’area di oltre 46 ettari nel demanio forestale regionale della Foresta Umbra, nel territorio di Vico del Gargano, in provincia di Foggia. Si tratta di un ecosistema forestale che da oltre sessant’anni evolve seguendo i ritmi della natura, senza significative interferenze dell’uomo, ed entra a far parte del patrimonio boschivo più antico e prezioso d’Italia.

Il provvedimento conclude il percorso di competenza regionale necessario all’ingresso di Sfilzi nella Rete Nazionale dei Boschi Vetusti, gestita dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF). Con la successiva iscrizione da parte del Ministero, Sfilzi diventerà il secondo bosco vetusto d’Italia inserito nella Rete nazionale, dopo l’Abetina di Rosello, in Abruzzo.

La Rete Nazionale dei Boschi Vetusti nasce con l’obiettivo di individuare, conoscere e proteggere gli ecosistemi forestali di maggiore valore naturalistico del Paese. Ne fanno parte aree caratterizzate prevalentemente da specie autoctone, nelle quali l’assenza di significativi interventi umani per almeno sessant’anni ha consentito al bosco di svilupparsi e rigenerarsi secondo processi naturali.

In questo ambiente la natura continua a seguire il proprio corso: gli alberi crescono, invecchiano, cadono e si rigenerano spontaneamente, mentre il legno morto diventa parte essenziale dell’ecosistema e offre habitat e nutrimento a numerose forme di vita. È proprio questa evoluzione naturale, proseguita nel tempo senza interferenze significative, a rappresentare uno degli elementi fondamentali per il riconoscimento dello status di Bosco Vetusto.

Il riconoscimento di Sfilzi è il risultato dell’attività svolta dalla Regione Puglia attraverso le strutture competenti, che hanno individuato e candidato l’area verificandone la rispondenza ai requisiti previsti dalla normativa nazionale. L’istruttoria ha permesso di censire le caratteristiche del bosco, documentarne gli elementi di vetustà e definire le misure necessarie a garantirne la tutela, la conservazione e il monitoraggio nel tempo.

Il Bosco Vetusto di Sfilzi si estende per oltre 46 ettari nei pressi dell’omonima Riserva Naturale Integrale, in uno degli ambienti di maggiore pregio naturalistico del Gargano. L’area ricade nel Parco Nazionale del Gargano e in un territorio interessato da diversi livelli di protezione ambientale. Il paesaggio forestale è caratterizzato dalla presenza di faggete pure e miste che convivono con cerri, aceri, carpini e numerose altre specie arboree e arbustive. Un patrimonio vegetale al quale si aggiunge una ricca presenza faunistica, favorita anche dalla particolare posizione dell’area, distante dalle principali vie di accesso alla Foresta Umbra e quindi poco interessata dalla presenza dell’uomo.

A rendere ancora più particolare questo ecosistema è la sorgente perenne di Sfilzi, l’unica presente nella zona montana del Promontorio del Gargano. La presenza dell’acqua ha favorito nel tempo la formazione di un ambiente umido ricco di felci, muschi e licheni e frequentato da numerose specie selvatiche.

“Il riconoscimento della Foresta di Sfilzi come bosco vetusto è un risultato di grande valore per la Puglia e per il Gargano e conferma quanto sia straordinario il patrimonio naturale custodito dalla nostra regione – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Francesco Paolicelli –. La Puglia ha una delle più basse percentuali di superficie boschiva d’Italia, ma custodisce ecosistemi di eccezionale ricchezza e una biodiversità che rappresenta una parte fondamentale della nostra identità. Sfilzi ne è una delle espressioni più preziose: un luogo nel quale la natura ha continuato per decenni a evolversi secondo i propri equilibri e che oggi abbiamo il dovere di proteggere e consegnare alle prossime generazioni. Questo risultato – aggiunge l’assessore - assume un valore ancora maggiore perché le sue faggete sono riconosciute Patrimonio Mondiale UNESCO e rientrano nel sito transnazionale "Antiche faggete primordiali dei Carpazi e di altre regioni d'Europa"– prosegue Paolicelli –. Un patrimonio di valore internazionale che ci ricorda quanto la tutela dei boschi sia una responsabilità ma anche una grande opportunità per la Puglia”.

“Il lavoro della Regione non si ferma a Sfilzi – conclude l’assessore –. Il nostro lavoro proseguirà con l’individuazione di altri due boschi vetusti pugliesi, rispettivamente di 68 e 88 ettari. Vogliamo continuare a tutelare e far conoscere questi straordinari ecosistemi, perché investire nella salute e nella conservazione dei nostri boschi significa investire nel futuro ambientale della Puglia”.

Pubblicato il 16 luglio 2026