CGIA. La pressione fiscale in Italia. Anno 2023

La CGIA (Associazione Artigiani Piccole Imprese) di Mestre pubblica un approfondimento sulla pressione fiscale nel nostro paese e della sua relazione con l'evasione fiscale, basando le sue elaborazioni sui dati diffusi dall'ISTAT e dalle stime elaborate dal MEF e dall'Agenzia delle Entrate.

Secondo l'analisi dell'istituto, il gettito fiscale previsto per la scadenza del 30 giugno, si attesterebbe attorno ai 22,9 miliardi di euro, di cui l'imposta più gravosa risulta essere l'IRES (Imposta sul Reddito delle Società) con un gettito di 15,8 miliardi, seguita da IRAP (5,1 miliardi) e IRPEF (1,8 miliardi). La pressione fiscale generata, pari al 43,1% del PIL, colloca l'Italia al 5°posto a in UE, esigendo un arco temporale di 157 giorni di lavoro per onorare tutte le richieste avanzate dal fisco e raggiungere il giorno di liberazione fiscale, a partire dal quale i contribuenti avrebbero potuto lavorare per sé e per le proprie famiglie.

Secondo le stime di Istat e MEF, riferiti al 2023, l'evasione fiscale complessiva in Italia, ammonta a circa 107 miliardi di euro all'anno, con una percentuale di evasione (in termini di euro sottratti al fisco ogni 100 incassati) è al 12,1%, con significative differenze territoriali.

"La regione più “infedele” al fisco è la Calabria che presenta una evasione pari al 20,4%. Seguono la Puglia con il 18,5%, la Sicilia con il 18% e la Campania con il 17,9%. Per contro, la regione con il tasso di fedeltà fiscale più elevato d’Italia è la Provincia Autonoma di Bolzano che presenta un dato del 7,9% per cento. Se misuriamo l’evasione in termini di impatto (ovvero in valore assoluto), la regione che sottrae le maggiori risorse all’erario è la Lombardia: il mancato gettito ammonta a 17,7 miliardi. Seguono il Lazio con 12 e la Campania con 9,8". 

Per approfondimenti si può consultare la fonte.

Pubblicato il 08 luglio 2026