ISPRA. Annuario dei dati ambientali 2025

L'ISPRA pubblica il rapporto sull'Annuario dei Dati Ambientali, realizzato in collaborazione con le Agenzie per la protezione dell'ambiente regionali e delle province autonome, nell'ambito del Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA).

Il rapporto utilizza oltre 300 indicatori presenti nella Banca dati degli indicatori ambientali dell’ISPRA per fornire informazioni ufficiali a decisori politici, amministratori, tecnici e cittadini. L'analisi evidenzia le relazioni sistemiche tra i fenomeni ambientali, offrendo una visione complessiva delle condizioni del nostro territorio attraverso 40 temi ambientali, che spaziano dai settori produttivi alla tutela della biodiversità e alla gestione dei rischi naturali.

Focus su alcuni temi ambientali:

Acquacoltura e Produzioni: La produzione italiana censita per il 2023 è di 129.746 tonnellate (61% molluschi, 39% pesci). Il Veneto è la prima regione per numero di impianti (23%), mentre l’Emilia-Romagna primeggia per volumi di produzione (25%). Cinque regioni (Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Puglia) ospitano complessivamente il 68% degli impianti di acquacoltura

Emissioni del trasporto stradale per finalità turistiche: Nel 2023, l’automobile è rimasta il principale responsabile delle emissioni inquinanti: 93,4% della CO₂ e oltre il 90% di CO, VOC e NOx. Le regioni con i livelli più alti di emissioni sono Toscana, Puglia, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Campania, a causa dell'alta densità di attrattori turistici (città d’arte, località balneari e montane).

Rete Natura 2000: Al dicembre 2024, la rete conta 2.649 siti. La superficie protetta copre il 19,4% del territorio nazionale a terra e il 6,5% delle acque marine sotto giurisdizione nazionale. La distribuzione è eterogenea con percentuali di territori e acque regionali protetti che oscillano dal 12% (Emilia-Romagna) al 36% (Abruzzo) a terra e da meno dell’1% (Marche) al 31% (Puglia) a mare.

Frammentazione del territorio naturale e agricolo: Questo processo indica la riduzione e l'isolamento degli ambienti naturali. Nel 2024, il 42,41% del territorio italiano presenta una frammentazione elevata o molto elevata. Le regioni più colpite da frammentazione molto elevata sono Veneto (39,73%), Lombardia (33,73%), Emilia-Romagna (25,22%), Puglia (25,22%) e Campania (25,76%), confermando la stretta corrispondenza tra frammentazione e densità di urbanizzazione. 

Consumo di suolo in area costiera: Nonostante la fragilità degli ecosistemi litoranei, nel 2024 il consumo di suolo entro i 300 metri dalla costa è stato del 22,9%, circa tre volte superiore alla media nazionale (7,17%). Tra il 2006 e il 2024, gli incrementi maggiori si sono registrati in Basilicata (+12,2%) e Molise (+6,7%), mentre la Puglia, insieme a Lazio, Marche, Toscana, Campania, Liguria e Sardegna, mostra un incremento inferiore alla media nazionale (2,8%).

Per approfondimenti si può consultare la fonte.

Pubblicato il 23 aprile 2026